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- Come
nasce :
Il
turbocompressore e' nato nel lontano 1905 ad opera di uno
svizzero, Albert Buchi;
esso venne
utilizzato quasi esclusivamente sui motori diesel o
aereonautici fino ad una ventina di anni fa.
Gli americani furono i primi ad utilizzarlo su di una
autovettura a benzina di normale produzione commerciale,
la Corvair,
mentre i primi tentativi europei furono fatti dalla Porsche
e dalla BMW.
Solo la Renault pero', sfruttando la fama acquisita come
primo motore in F1 a montare il turbo,
venne
ripagata da un largo successo commerciale;sulla scia
seguirono molte altre case costruttrici,
utilizzandolo anche su piccole utilitarie e trasformandole
in piccole bombe spesso ingovernabili (chi si ricorda la Y10
turbo ?!).
Negli anni '80 le vetture di F1 da 1500 cc che lo
utilizzavano raggiunsero e superarono i 1200 cavalli di
potenza !!
Nell' ultimo anno in cui la pressione di sovralimentazione
fu libera (correva, in tutti i sensi, l'anno 1986)
arrivo'
oltre i 5 bar; per competere con i motori aspirati
fu limitata
prima a 4 bar, poi a 2,5 bar ed infine ne fu vietato
l'utilizzo per manifesta superiorita' !
Quando venne abolito il turbo nelle gare di F1, a detta dei
tecnici, esso non era ancora arrivato all'apice dello
sviluppo,
lasciando
così intendere che i livelli di potenza ottenuti erano
tranquillamente superabili.
- Il
principio di funzionamento :
Il
turbocompressore non e' altro che un compressore centrifugo,
trascinato
per mezzo di un alberino da una turbina centripeta che è
mossa a sua volta dal flusso dei gas di scarico che la
investono;
le due
giranti sono simili, soltanto che hanno i flussi di entrata
ed uscita invertiti.
Una delle cose piu' difficili da comprendere è che piu'
veloce gira la turbina e meno fatica essa fa a pompare
ulteriormente l'aria:
la portata
d'aria lavorata cresce con il quadrato della velocita' di
rotazione,
succede
cosi' che mentre una turbina a 80.000 giri al minuto pompa
circa 0,4 metri cubi d'aria al secondo,
a 160.000
non ne pompa il doppio ma bensi' 4 volte tanto e nello
stesso tempo la sovrapressione cresce in modo vertiginoso,
passando da
0,2 bar a 1,6 bar con un incremento quindi di ben otto volte
!
Cio' determina le sue due caratteristiche principali: una
lentezza di risposta iniziale (il famoso turbo lag)
seguita poi
da una eccezionale escalation di potenza .
Infatti
quando ai regimi di rotazione inferiori la spinta dei gas di
scarico non e' sufficiente a far girare velocemente le pale
della turbina,
la pressione
di alimentazione del motore non supera quella atmosferica;
dopodiche' ,insistendo con la richiesta di potenza,
il flusso e
la temperatura dei gas prodotti dalla combustione aumentano
ed appena questi sono sufficienti
a fornire
una sovrapressione s'innesca una reazione a catena che porta
ad una vera e propria esplosione di potenza
che puo'
essere fermata solo da due evenienze,
la
distruzione del motore o l'apertura della valvola wastegate
(in verita' vi e' una terza possibilita':
alzare il
piede dall'acceleratore, ma questa non la prendo neanche in
considerazione !).
Un motore turbo si adegua al carico che subisce il motore ed
e' facilmente verificabile:
partendo da
fermi, accelerate fino a raggiungere nella marcia piu' alta
una velocita' che sia quella di crociera del veicolo;
tenendo
sotto controllo il manometro della pressione vedrete che
essa aumentera' ad ogni cambio di marcia fino al massimo,
ma,
stabilizzandosi la velocita' (a parita' di pressione
sull'acceleratore) essa tendera' a diminuire.
Per la
stessa ragione e' impossibile arrivare alla massima
pressione accelerando il motore in folle.
Questo fatto e' quello che favorisce in modo notevole
l'utilizzo di un motore turbo in una gara in salita:
non tenendo
conto della variazione di potenza a seconda dell'altezza,
maggiore e'
il carico che deve vincere il motore per spingere la
macchina e maggiore automaticamente diventa la pressione di
sovralimentazione.
- Com'è
fatto un TurboCompressore :
Il suo
aspetto e' standardizzato per cui,
chiunque sia
il produttore, la forma e' sempre la medesima ed identici i
principi di funzionamento;
l'unica
parte in cui si hanno delle differenze di costruzione e di
azionamento e' la valvola Wastegate.
Analizzato nelle sue varie parti e' composto da:
1- una prima ventola mossa dai gas di scarico racchiusa in
un corpo, detto chiocciola, normalmente in ghisa ed avente
la forma di una spirale (la turbina);
2- un corpo centrale destinato a supportare i cuscinetti e
la lubrificzione dell'asse che unisce le due ventole;
3- una seconda ventola destinata a succhiare ed a comprimere
l'aria racchiusa in un corpo di alluminio
con la forma
sempre a spirale detta girante del compressore; e' questa la
piu' importante delle due perche' il diametro,
l'inclinazione e l'altezza delle pale, il regime di
rotazione messi in rapporto fra loro danno il campo
operativo
entro il
quale dovra' svolgere la propria funzione l'intera turbina,
nonche' il suo rendimento.
- La
valvola WastGate :
Si tratta di
un dispositivo che, comandato dalla pressione esistente nel
lato aspirazione,
produce
l'apertura di una valvola prima della turbina e lascia
fuoriuscire nello scarico parte dei gas combusti
che
altrimenti porterebbero la turbina a girare ad una velocita'
eccessiva
pompando quindi troppa aria ed aumentando cosi'
esageratamente la pressione; cio' evita l'autodistruzione
del motore....
L'azionamento di questa valvola puo' essere meccanico,
pneumatico o elettronico (gestito da una centralina)
e
normalmente e prevista una certa regolazione della Wastegate
in modo da ottimizzarne il funzionamento.
Puo' essere collocata a ridosso della chiocciola o piazzata
sul collettore di scarico per indirizzare una porzione dei
gas combusti
direttamente
a valle del turbocompressore senza attraversarlo (schema
utilizzato nei propulsori di F1)..
- La
valvola ByPass e PopOff :
La valvola
di by-pass e' chiamata a salvaguardare l'integrita' della
valvola a farfalla (posta sull'aspirazione),
delle
tubazioni e della girante del compressore quando si rilascia
l'acceleratore.
Queste valvole vengono montate quando, nella versione di
serie o dopo una profonda elaborazione,
vengono
utilizzate elevate pressioni di esercizio.
Queste valvole hanno il compito di aprirsi e dare sfogo al
picco di pressione
che si viene
a creare nel collettore di aspirazione quando si chiude
repentinamente il gas.
In questa condizione, infatti, le pale del compressore
continuano a ruotare velocemente pompando aria nel condotto
che pero'
risulta temporaneamente chiuso;
per non
danneggiare la delicata girante si apre dunque una via di
fuga che lascia sfogare altrove l'eccesso di pressione
(in questa
fase inutile visto che siamo in fase di rilascio).
La valvola e' dotata di un tubo di depressione che parte a
valle della "farfalla" comandata dall'acceleratore e ne
provoca l'apertura.
Sono possibili due schemi di utilizzo:
- nello schema con valvola by-pass (tipico delle vetture di
serie)
l'aria viene
riconvogliata tramite un tubo a valle del filtro dell'aria
in maniera silenziosa,
si cerca in
questo modo di riciclare quest'aria per mantenere comunque
elevata la pressione di esercizio
e per non
far fermare del tutto il compressore anche ad acceleratore
chiuso.
- nello schema con valvola pop-off (tipico delle vetture
preparate)
l'aria
viene deviata verso l'esterno ed e' questo che produce il
famoso sibilo in fase di rilascio dei motori turbo da gara;
normalmente
queste valvole sono perfettamente calibrate o regolabili,
permettendo
quindi un maggior controllo senza inutili abbassamenti di
pressione.
-
Overboost :
Oltre alle
due valvole precedentemente descritte
c'e' un
terzo dispositivo che controlla la pressione di
sovralimentazione:
l'overboost,
che puo' essere realizzato a comando meccanico o
elettronico.
Attraverso il suo operato si puo' ingannare la wastegate per
un determinato lasso di tempo,
dando la
possibilita' di ottenere dei picchi di potenza.
In pratica si ritarda l'intervento della valvola lasciando
salire la pressione di qualche punto (picco di overboost)
e
mantenendola per un tempo prestabilito,
dopodiche'
la wastegate torna a svolgere il proprio compito facendo
tornare la pressione di sovralimentazione al valore di
taratura.
-
Intercooler :
Svolge la
funzione di raffreddare l'aria di alimentazione del motore,
infatti piu'
aumenta la temperatura dell'aria piu' essa si espande e
diventa meno densa e quindi a parita' di pressione
pompiamo
meno aria nel motore;
il
rendimento dello stesso cala ed aumenta immediatamente
quello che e' il maggior pericolo di un motore turbo:
l'autoaccensione.
L'intercooler e' un radiatore dell'aria che ha il compito di
limitare la temperatura in aspirazione
ad un
massimo di 50-60 gradi (la temperatura ideale si aggira sui
20-30 gradi).
Per svolgere bene il suo compito l'intercooler ha bisogno di
un grande flusso d'aria che lo attraversi
e pertanto
sia davanti che dietro nulla deve impedire il libero fluire
dell'aria
ed e' anche
chiaro che maggiori saranno le dimensioni della superficie
dissipante maggiore sara' la potenza a parita' di pressione.
Per sottolineare l'importanza della densita' dell'aria
aspirata basti pensare a quando si va in montagna:
salendo di altitudine la densita' dell'aria aumenta e
solitamente viene indicata (per i motori turbo)
una perdita
di potenza del 1,5% ogni 100 metri di altitudine in piu' e
quindi a 1000 metri avrete gia' perso il 15 % di potenza !
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Dispositivo Bang-Bang per vetture da Rally :
E' risaputo
che il peggior difetto delle vetture sovralimentate consiste
in quel vuoto di potenza ai bassi regimi
prima
dell'entrata in azione del turbo (definito turbo-lag);
uno dei
dispositivi inventati per eliminare questo inconveniente e'
il dispositivo 'bang-bang'.
Si tratta di una post-combustione che avviene nel breve
collettore di scarico
che porta i
gas esausti dai cilindri alla turbina: l'elettronica ordina
agli iniettori di inviare benzina nei condotti di
aspirazione
anche se
l'acceleratore e' parzialmente o totalmente chiuso;
in
quest'ultimo caso viene lasciata passare anche una porzione
d'aria fresca tramite un by-pass
e si
verifica un'accensione spontanea di questa nuova miscela a
contatto con le pareti roventi del collettore di scarico.
L'esplosione (o bang-bang) genera un flusso di gas caldi che
si dirige verso la turbina
impedendogli
di rallentare e quindi si puo' sfuttare la sovralimentazione
senza ritardi;
l'unico
inconveniente e' quello di non poter disporre di freno
motore, perche' il propulsore non scende mai sotto i 2500
giri al minuto !
Questo dispositivo viene solitamente utilizzato in quelle
competizioni caratterizzate da tracciati tortuosi quali il
rally e le gare in salita.
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Consigli per prolungare la vita del Turbo :
Con alcuni
accorgimenti molto semplici da attuare e' possibile
prolungare la vita del turbocompressore o, perlomeno
ritardarne la revisione.
Quando si avvia il motore, dopo una sosta prolungata o con
temperature esterne rigide,
l' olio di
lubrificazione dell'alberino che collega le due giranti
necessita di qualche minuto per raggiungere la temperatura
di esercizio ottimale
e quindi il
primo consiglio e' di non accelerare a fondo subito dopo la
messa in moto
(sarebbe
auspicabile l'utilizzo di un termometro per la temperatura
dell'olio).
Un'altra situazione critica si presenta quando si spegne il
motore (sopratutto dopo una bella tirata autostradale):
la
temperatura del turbo e' altissima e chiudendo
improvvisamente il flusso (sia di lubrificazione che di
raffreddamento),
parte
dell'olio, che e' direttamente a contatto del corpo rovente,
brucia e lascia depositi solidi che riducono
la vita
delle boccole di supporto dell'alberino che collega le due
delle giranti;
e' basilare
quindi lasciare girare al minimo il motore per uno o due
minuti prima di spegnere il motore.
Proprio per
evitare questo tipo di danni alcune auto montano dei
circuiti di ridardo
che
continuano a far girare la pompa per qualche minuto dopo lo
spegnimento del motore.
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