Manuale di primo
soccorso automobilistico
Per primo soccorso s'intendono tutte quelle tecniche da
attuare per limitare immediatamente le eventuali lesioni
riportate in caso d'incidente. Se vi state chiedendo chi è
che deve adottarle la risposta è immediata: tutti quelli che
ne hanno capacità e conoscenza.
Questa risposta potrebbe apparire un po' ambigua... facciamo
perciò delle precisazioni.
E' OBBLIGATORIO per tutti noi prestare
assistenza a chi si trovi in difficoltà. Obbligatorio
innanzi tutto per dovere morale (non credo che sia
necessario spiegare perché.. eventualmente ci penserà la
nostra coscienza) ed anche perché i codici penale e stradale
puniscono l'omissione di soccorso: scappare dopo un
incidente comporta l'arresto! (In tal proposito occorre
riferirsi all'Art 593 CP che impone a chi trovi un corpo che
sia o che sembri inanimato o in evidente difficoltà o
pericolo di vita l'immediata assistenza o l'allerta
istantanea delle autorità e dei soccorsi, pena la reclusione
fino ad un anno e la pena pecuniaria di 2500 euro). Ciò però
non significa assolutamente che dovremmo improvvisarci
medici: rischieremmo di peggiorare la situazione o di
causare danni evitabili (secondo gli Artt. 589-590 CP chi
presta soccorso deve farlo in modo corretto: in caso di
soccorso che provochi peggioramenti o ancor peggio la morte
dell'infortunato, il soccorritore può esser passibile dei
reati di lesioni personali o, addirittura, omicidio
colposo).
RICAPITOLIAMO quindi:
NOSTRO OBBLIGO E' QUELLO DI PERMETTERE
AL FERITO DI ESSER SOCCORSO: Dobbiamo chiamare soccorsi
adeguati se noi non abbiamo le conoscenze e le capacità
adeguate. In tal caso è fondamentale avvertire il 118
(numero di emergenza sanitario) il 112 o il 113 (numeri di
emergenza internazionali; in Italia sono collegati
rispettivamente con i Carabinieri e con la centrale di
Polizia). Quando necessario può essere utile chiamare il 115
(numero collegato ai Vigili del Fuoco). Dobbiamo proteggere
come meglio sia possibile i feriti, anche da noi stessi a
volte, cercando di bloccare i veicoli che sopraggiungono o i
curiosi che non hanno conoscenze mediche. NON DOBBIAMO MAI
SOSTITUIRCI AL PERSONALE MEDICO
(rischiamo di causare danni maggiori a chi li ha già subiti
e problemi giudiziari per noi).
NON DOBBIAMO ASSOLUTAMENTE SPOSTARE I
FERITI se abbiamo anche il minimo dubbio che l'infortunato
possa aver subito un urto a schiena - collo-colonna
vertebrale
(in particolare
ciò vale per le posizioni indicate successivamente; le
posizioni anti-shock, laterali etc vanno utilizzate solo se
abbiamo la CERTEZZA di questo).
Un cattivo trattamento in tal caso può causare danni
gravissimi IRREVERSIBILI.
Se decidiamo comunque di intervenire cosa occorre fare ?
Immaginiamo che il primo soccorso sia come una catena
formata da più anelli:
- 1° anello >> Prime misure
d'intervento
- 2° anello >> Chiamata dei soccorsi
- 3° anello >> Misure di soccorso
non urgentissime o secondarie
- 4° anello >> Trasporto
dell'infortunato
- 5° anello >> Ricovero in ospedale
Se uno solo di questi anelli non fosse eseguito in modo
appropriato il soccorso potrebbe non esser efficace.
Qual è
allora la funzione del primo soccorso?
Semplice: quella di proteggere gli infortunati e di attuare
SEMPLICI ed IMMEDIATE misure di sopravvivenza, evitando nel
contempo interventi maldestri di altre persone e avendo
sempre bene in mente la prima regola:
"BISOGNA SALVARE LA VITA ALTRUI SENZA
COMPROMETTERE LA PROPRIA".
Approfondiamo un po' le varie fasi del soccorso.
1. PRIME MISURE D'INTERVENTO (prima fase).
Tale fase può esser divisa in tre parti:
-
PROTEZIONE DEL LUOGO DELL'INCIDENTE (e prevenzione di
ulteriori incidenti).
Tale operazione preliminare è di fondamentale importanza
ma purtroppo molte volte viene sottovalutata. Spesso i
danni peggiori di un incidente avvengono perché nessuno
si è preoccupato di avvertire gli altri utenti della
strada dei veicoli fermi, o perché le persone coinvolte
non si sono allontanate immediatamente.
Cosa fare allora?
Innanzitutto occorre studiare velocemente il luogo
dell'incidente e valutare come comportarci secondo vari
fattori: presenza di incendi o di sostanze chimiche per
esempio, oppure numero di persone coinvolte così come
posizione dei veicoli.
Mettiamo delle segnalazioni per avvertire chi sta
giungendo sul luogo, mettendo per esempio il segnale
mobile di pericolo ("triangolo") ad almeno 50 metri
dall'incidente; se ci sono feriti immobili al centro
della strada buona idea è mettere la nostra vettura a
sua protezione (magari non puntando le luci verso i
veicoli che stanno sopraggiungendo). Ricordiamoci poi di
lasciare spazio agli eventuali mezzi di soccorso: non
parcheggiamo né facciamo parcheggiare i veicoli degli
eventuali curiosi in modo da ostacolare le operazioni di
soccorso. Se l'incidente è avvenuto di notte o in caso
di scarsa visibilità è ancora più importante segnalare
il pericolo agli altri; una buona idea è quella di farlo
con una torcia, stando bene attenti a non puntarla negli
occhi di chi sta arrivando.
Molto importante inoltre è rendersi conto dei possibili
problemi supplementari quali: presenza di cavi
elettrici, di materiale esplosivo, corrosivo,
infiammabile, di gas. Stiamo attenti a non passare da
soccorritori in persone bisognose degli stessi: NON
TOCCHIAMO FILI ELETTRICI (se c'è necessità di
maneggiarli perché a contatto di feriti;occorre prestare
una grandissima attenzione: mettiamoci su fondo asciutto
e facciamolo con un palo di materiale
isolante e non umido. Vi
ricordo che la corrente elettrica provoca vari problemi
a chi ne resta a contatto, tra i quali il possibile
arresto cardiaco: ricordiamoci di ciò soccorrendo
immediatamente il ferito , non fumiamo, allontaniamo noi
stessi e gli eventuali feriti (se possibile) nel caso di
sostanze "strane" presenti, non usiamo telefonini in
luoghi pregni di gas esplosivi.

Se sono presenti
altre sostanze pericolose allertiamo il servizio dei vigili
del fuoco, magari chiedendo spiegazioni sul come comportarsi
comunicando eventualmente i numeri che leggiamo sul cartello
arancione presente sui veicoli che le trasportano (quello
che vedete raffigurato qui a fianco).
In linea di principio in tale cartello le cifre superiori
indicano il tipo di pericolo(*) mentre quelle inferiori
indicano il tipo di sostanza trasportata (ad esempio il 1203
del cartello significa "benzina", il gasolio ha il codice
1202, il metano 2043 e così via).
* La prima cifra indica il tipo di pericolo primario:
2 » gas; 3 »
combustibile; 4 » comburente;
6 » materia tossica; 8 »
materia corrosiva.
Le altre invece indicano il tipo di pericolo complementare:
0 » senza altri effetti; 1 »
esplosivo; 2 »
gas; 3 »
combustibile; 5 » comburente;
6 » materia tossica; 7 »
radioattivo.
La ripetizione delle prime due cifre indica un pericolo
primario particolarmente presente: 33 ad esempio significa
liquido
molto infiammabile; la ripetizione delle cifre
successive alla prima indica un pericolo gravissimo: 333
significa
liquido che si infiamma spontaneamente, senza
aiuti esterni.
-
CONTROLLO DELLO STATO DEI FERITI.
Vediamo ora come comportarci in base alle varie
situazioni che potremmo trovarci davanti.
State bene attenti in questa fase poiché comportamenti
errati possono peggiorare la situazione (ad esempio non
spostate assolutamente un ferito con dolore alla schiena
perché potrebbe aver avuto lesioni alla spina dorsale).
La prima cosa da fare nel soccorrere i feriti è stilare
una scala di priorità, cioè soccorrere prima chi ne ha
più bisogno. Una suddivisione può esser fatta in tale
modo:
Priorità altissima:
-
Asfissia;
-
Coma e
grave stato di shock;
-
Arresto
cardio-circolatorio;
-
Estese
emorragie arteriose.
Urgenza
primaria:
-
Gravi
ustioni;
-
Membra
sfracellate;
-
Traumi
del tronco.
Urgenza
secondaria:
-
Fratture
alla colonna vertebrale;
-
Fratture
esposte;
-
Ferite.
Bassa priorità:
-
Ustioni
superficiali;
-
Fratture
non esposte;
-
Escoriazioni, contusioni e ferite leggere.
Potete notare come urgente
non sia sempre sinonimo di grave; ad esempio una frattura
alla colonna vertebrale è una situazione gravissima ma non
urgentissima: in tal caso l'unica cose da fare è non far
muovere assolutamente l'infortunato ed aspettare i soccorsi.
Al contrario una situazione urgentissima qual'è l'asfissia
non è detto che sia grave se trattata immediatamente.
-
SOCCORSI URGENTI.
Le prime persone da soccorrere sono quelle con urgenza
più alta ovviamente. ossiamo seguire questo schema per
intervenire:

Ci sono delle
situazioni che potrebbero apparirci molto simili quali
l'arresto cardio-respiratorio rispetto ad un semplice
svenimento: è evidente che mentre il primo caso è
estremamente urgente il secondo lo è molto meno. Come fare
allora a distinguerli? Occorre verificare immediatamente la
presenza del respiro mettendo una mano sull'addome oppure
mettendo un orecchio presso la bocca dell'infortunato. Altro
metodo può esser quello di avvicinare una lente o uno
specchietto alla bocca: in caso di appannamento è evidente
come il respiro sia presente. Altrettanto immediatamente
occorre verificare la presenza del battito cardiaco: può
esser un buon metodo mettere un orecchio sul torace, oppure
possiamo verificarlo mettendo medio ed indice o sul polso,
dalla parte del pollice dell'infortunato o sul collo nei
pressi della carotide. Stiamo però attenti a non utilizzare
il nostro pollice nel controllare l'attività cardiaca: in
esso infatti passa un arteria e può verificarsi il rischio
di "scambiare" il nostro battito con quello del ferito.
In caso di mancanza del battito cardiaco si rende necessario
effettuare immediatamente il
Massaggio cardiaco:
Esso consiste
nel praticare delle contrazioni sul cuore.
La corretta procedura da adottare è:
-
mettere
il ferito su una superficie dura, come per esempio
l'asfalto;
-
slacciare eventuali vestiti stringenti quali
cravatta, cinture camicie;
-
appoggiare entrambe le palme della mano sullo sterno
dell'infortunato;
-
praticare delle contrazioni alla frequenza di circa
80 al minuto;
-
fermarsi
solo quando il cuore riprende a battere da solo.
Contestualmente al massaggio cardiaco si
rende SEMPRE necessaria la respirazione artificiale:
in tal caso occorre praticare 15 contrazioni intervallate da
un paio di insufflate. Inutile dire, forse, che è meglio
praticare queste tecniche in due persone, poiché richiedono
un certo sforzo fisico.
Respirazione artificiale:
Tale tecnica
consiste nel mandare aria dai nostri polmoni a quelli del
ferito.
Esistono due metodi per effettuarla: bocca-bocca;
bocca-naso.
In entrambe le modalità l'infortunato dovrà esser posto
sulla schiena, con un indumento arrotolato sotto le spalle
in modo da iperestendere la testa (questa manovra non deve
essere assolutamente fatta nel caso di probabili danni alla
colonna vertebrale), evitando così che la lingua possa
ostruire le vie respiratorie.
Se sono presenti indumenti stretti occorre slacciarli.
Nella respirazione bocca a bocca occorre:
-
innanzitutto pulire la bocca da eventuali
ostruzioni(terra, protesi);
-
chiudere
il naso al ferito per evitare che l'aria invece di
andare nei polmoni esca dal naso;
-
respirare a fondo, e facendo aderire le labbra
insufflare aria guardando che il torace si sollevi;
-
controllare che il torace si riabbassi;
-
inspirare e ripetere l'operazione ad un ritmo di una
fase ogni 3-4 secondi.
-
Fermarsi
solo quando l'infortunato tenda a respirare
spontaneamente.
La respirazione bocca-naso è molto simile; essa viene
praticata quando l'infortunato presenta problemi alla
mandibola o altri impedimenti che ci negano la possibilità
di praticare la resp. bocca-bocca. Ricordiamoci anche in
questo caso di mantenere la bocca del ferito chiusa per
evitare che l'aria esca senza fluire nei polmoni.
Emorragie:
A seconda del
tipo di ferita le emorragie possono essere di tipo interno
od esterno.
Un'emorragia di tipo interno si riconosce da vari parametri:
pallore, agitazione intensa, respiro rapido, ronzio alle
orecchie e sete intensa (questo soprattutto è un indice
abbastanza preciso della presenza o meno di emorragie: se
dopo un incidente stradale un infortunato chiede
insistentemente da bere, è molto probabile la presenza di
emorragia). In tale situazione occorre mettere l'infortunato
in posizione anti-shock (con i piedi sollevati) e
trasportarlo immediatamente in ospedale.
Le emorragie esterne sono invece molto più visibili e sono
distinte in emorragie venose (se interessano le vene; le
riconosciamo dal colore scuro del sangue e dall'uscita
costante dello stesso) ed emorragie arteriose (viceversa, il
sangue è di un colore rosso vivo ed esce a fiotti.)
Se ci trovassimo davanti ad un em. venosa, la nostra
preoccupazione sarà quella di tamponare la ferita con garza
o panno sterile (controllando comunque che la parte
interessata non diventi di colorito bluastro per l'eccessiva
pressione), magari sistemando sopra di essi del cotone per
tamponare il sangue senza attaccarsi alla ferita e porre la
parte infortunata più in alto del corpo in modo da
rallentare l'afflusso del sangue. Non dobbiamo medicare né
cercare di riavvicinare le ferite. Se sono però sporche di
terra possiamo lavarle con acqua per evitare una possibile
infezione.
Queste ultime raccomandazioni valgono ancor di più per le
emorragie arteriose, che per loro natura sono più pericolose
in quanto il sangue esce a pressioni più alte.
In tali evenienze dobbiamo cercare di bloccare la
fuoriuscita del sangue sfruttando due tecniche:
-
compressione locale: consiste nel tamponare la
ferita con panno sterile; se non basta occorre
utilizzare la
-
compressione a distanza che consiste nel premere
l'arteria a monte della ferita in modo da diminuire
l'afflusso del sangue.
A volte può esser utilizzato il laccio emostatico, cioè un
laccio che va legato su agli arti con un solo osso (sul
braccio e sulla gamba). Esso può esser di stoffa
(preferibile) o un laccio di gomma. Mai utilizzare lacci che
possano ledere le carni (fili elettici, spaghi ad esempio).
L'uso del laccio può esser pericoloso in
quanto blocca completamente la circolazione del sangue.
Occorre quindi utilizzarlo solo quando realmente necessario
(ad esempio per membra sfracellate, o quando vi siano troppi
feriti da assistere). Molto utile può essere il segnare
l'ora di applicazione del laccio sul paziente.
Contrariamente a ciò che si pensa, il laccio emostatico
non deve esser allentato una volta messo: questo può
provocare scompensi circolatori gravissimi. Ricordiamocene
quando lo mettiamo, e usiamolo solo quando il suo uso si
rende vitale.
Stato di incoscienza (sincope e coma):
La perdita di
coscienza è la scomparsa della cognizione di se stessi e
dell'ambiente esterno. L'infortunato in tale situazione non
riesce a rispondere a domande semplici, e nei casi più
gravi, non reagisce a stimoli esterni, quali il pizzicamento.
Il caso più grave di incoscienza può portare al coma. Nel
caso di incoscienza il trattamento da adottare consiste nel
controllare la presenza di battito e respiro: nel caso essi
manchino bisogna provvedere assolutamente in modo
tempestivo. Se invece essi sono presenti, mentre è assente
la sensibilità (risposta agli stimoli) e
qualsiasi danno alla colonna bisogna mettere il
paziente in posizione laterale di sicurezza (ferito disteso
per terra, appoggiato su un fianco, con la gamba superiore
piegata per evitare che il corpo si possa muovere, con la
testa iperestesa e messa dietro il braccio allungato
inferiore); slacciare eventuali indumenti stretti (cravatta,
cintura, camicia) e fare in modo che sia trasportato
immediatamente in ospedale. In tutti questi casi la
nostra premura è quella di chiamare immediatamente,
subito dopo i primi interventi vitali, l'assistenza
sanitaria.
2. CHIAMATA DEI SOCCORSI (seconda fase).
L'allerta degli mezzi di soccorso è un'operazione da fare il
più presto possibile. Per quanto noi possiamo esser esperti
l'aiuto di personale specialistico e di apparecchiature
apposite può esser fondamentale. Per tale motivo la chiamata
degli stessi deve esser immediata e soprattutto chiara. I
numeri da chiamare sono 113 (Polizia), 112 (Carabinieri),
118(emergenza sanitaria). Vi ricordo che tali numeri possono
esser composti da qualsiasi telefono, anche i cellulari e
anche se quest'ultimi sono "a credito zero". Cerchiamo di
spiegare al personale che ci risponde il luogo e gli effetti
dell'incidente. Una chiamata tipo potrebbe esser questa:
|
Operatore
|
Soccorritore
|
|
Salve... |
Salve, sono Giovanni Bianchi. |
|
Mi
dica... |
C'è
un incidente stradale tra due veicoli.
|
|
Dov'è successo? |
In
via Roma, all'altezza del bivio per Napoli,
vicino all'azienda "Rossi". |
|
Quando è successo? |
Alle
13, circa 10 minuti fa. |
|
Ci
sono feriti? |
Sì,
ce ne sono 2 di cui uno in stato di incoscienza
e uno ustionato in forma leggera. |
|
Ha
altre informazioni? |
Sì,
da un veicolo stanno fuoriuscendo dei liquidi di
colore chiaro. |
Restiamo al telefono fino a quando l'operatore ci conferma
di aver avuto tutte le informazioni di cui aveva bisogno.
Ricordiamo di esser chiari e calmi e cerchiamo di dare tutte
le informazioni utili per permettere ai soccorsi di
intervenire in modo corretto.

Sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali sono
presenti delle colonnine per la richiesta di soccorso.

Di solito esse sono poste a circa 2 km di distanza una
dall'altra: per sapere qual'è la più vicina a noi possiamo
controllare sulla corsia di emergenza le eventuali
indicazioni presenti (qui
a fianco ci sono due possibili esempi).
Tali colonnine di solito hanno almeno due pulsanti: uno per
la richiesta di soccorso medico (normalmente rappresentato
da una chiave inglese) e uno per la richiesta di assistenza
stradale (rappresentato da una croce rossa su sfondo
bianco). Per richiedere l'intervento che ci serve basta
spingere il pulsante corrispondente ed attendere che si
accenda la luce verde di conferma o, in altri modelli,
attendere la voce di conferma. Una volta effettuata la
chiamata conviene attendere presso la colonnina di soccorso
per permettere ai mezzi di soccorso di trovarci con
facilità.
3. MISURE DI SOCCORSO NON URGENTISSIME (terza fase).
Stato di shock.
Tale problematica è una delle più diffuse in caso di
incidente in quanto essa può esser dovuta a varie cause:
paura, forte emozione, dolore intenso...
Lo stato di shock può esser notato da semplici osservazioni:
chi sta per svenire assume un colorito pallido, ha sudore
freddo alla fronte ed il cuore che batte più veloce e con
battiti più deboli.
Se siamo sicuri che l'infortunato non abbia subito altri
danni, potremmo metterlo nella cosiddetta posizione
"anti-shock",
cioè sdraiato supino con le gambe verso l'alto, in modo da
mandare più sangue al cervello.
E' utile, per evitare che il corpo si raffreddi, coprirlo
con un eventuale giubbotto o altro indumento.
Ustioni.
Le ustioni si distinguono in pericolosità in base a due
fattori: il grado e l'estensione.
Per grado si
intende la profondità dell'ustione:
-
un ustione
di primo grado è una semplice scottatura,
-
una di
secondo grado è un ustione con comparsa di bolle d'acqua
e forte dolore;
-
una di terzo
invece si nota dalla profondità della stessa, da pelle
necrotizzata e da assenza del dolore in via della
bruciatura del tessuto nervoso.
Nel caso ci imbattessimo in feriti ustionati, dobbiamo prima
di tutto ovviamente spegnere eventuali fiamme ancora vive.
Nel caso di ustioni molto estese o cmq con grado superiore
al secondo dobbiamo allertare immediatamente il pronto
soccorso; nell'attesa
NON dobbiamo
assolutamente usare pomate o unguenti sulle
ferite.
La cose migliori da fare sono: coprire le ustioni con panno
quanto più possibile pulito e sterile, non strappare panni
di vestito eventualmente rimasto attaccato alla pelle, in
caso di ustioni agli arti possiamo farli immergere in acqua
per allievare un po' il dolore.
Fratture.
Una frattura si riconosce dall'effetto che provoca sulla
persona: causa deformazione della parte interessata con
probabile rigonfiamento e dolore molto acuto.
Il nostro compito in tale situazione è cercare di non far
fare alcun movimento alla parte ferita.
Pertanto molte volte è necessario fasciare o comunque
immobilizzare la parte fratturata con stecche o altro
materiale rigido se le fratture riguardano gli arti, con una
camicia o materiale simile se la parte infortunata è la
spalla, avendo cura di bloccarla aderente al torace.
Se invece la frattura è a carico delle ossa del torace,
cerchiamo di mantenere immobile l'infortunato. Stiamo
attenti che una situazione del genere potrebbe comportare
problemi respiratori (possiamo accorgercene dall'eventuale
colorito delle unghia e delle labbra tendente al bluastro) o
emorragie: se serve effettuiamo la respirazione artificiale,
tamponiamo la ferita con materiale sterile e mettiamo il
ferito in posizione semi-seduta: cioè con il corpo allungato
e la testa sollevata per facilitare la respirazione.
Ricordiamoci inoltre di coprire eventuali ferite in
corrispondenza di fratture esposte (cioè con ossa che
sporgono dalla pelle) con materiale quanto più possibile
sterile e non disinfettiamo assolutamente.
Altra precauzione da adottare in caso di fratture è quella
di prevenire l'eventuale stato di shock causato dal forte
dolore e quindi cerchiamo di mettere l'infortunato con i
piedi verso l'alto (posizione anti-shock).
Frattura della colonna vertebrale.
La frattura della colonna vertebrale è la frattura più grave
possibile, in quanto potrebbe portare a lesioni del midollo
spinale con conseguenti possibili rischi di paralisi della
parte inferiore del corpo fino alla stessa lesione.
In tale evenienza il soccorritore deve
evitare assolutamente di muovere o far muovere
l'infortunato, cercando comunque di mantenere la linea
testa-collo-tronco il più possibile diritta. Nostro
compito quindi è quello di tranquillizzare il ferito, di
bloccare qualsiasi tentativo di spostamento attendendo
l'arrivo dei soccorsi qualificati. Nel caso di infortunato
incosciente nostra premura sarà quella di controllare la sua
respirazione e il suo battito ricordando sempre di non
spostarlo assolutamente e di non fargli fare movimenti della
testa o del busto.
Ferite agli occhi.
In caso di corpo estraneo presente nell'occhio (ad esempio
un moscerino) potremmo estrarlo utilizzando un fazzoletto.
Se invece il corpo si è addentrato nella cornea, non va
assolutamente tolto, e la nostra premura sarà quella di
portare il prima possibile l'infortunato al pronto soccorso.
Quando l'occhio è investito da sostanze chimiche esso va
lavato sotto abbondante acqua corrente, dopodiché dovremmo
bendarlo e portare il ferito in ospedale.
Una importante eccezione a tale problematica riguarda la
calce,
che dovrà essere tolta il primo possibile senza utilizzare
acqua.
4. TRASPORTO DELL'INFORTUNATO (quarta fase).
Il trasporto di eventuali infortunati è
un'operazione da far fare a persone esperte. Se non è
possibile in nessun modo l'intervento dell'ambulanza o
dell'elicottero di soccorso o se siamo
certi che l'urgenza sia elevatissima dovremmo essere
noi ad occuparcene, ricordando sempre dei possibili rischi a
cui andremo incontro.
Dobbiamo però di distinguere tra urgenza e gravità
dell'incidente: una eventuale lesione alla colonna
vertebrale è una situazione molto grave ma con urgenza
abbastanza bassa: in tale situazione non
dobbiamo assolutamente spostare l'infortunato
attendendo l'arrivo di soccorritori più esperti.
A volte il trasporto con mezzi propri si rende
indispensabile: stiamo attenti alla guida e adeguiamola
all'urgenza delle ferite. Non è assolutamente necessario
guidare con imprudenza se non ci sono urgenze; anzi
cerchiamo di adottare una guida fluida e regolare,
soprattutto se trasportiamo persone con fratture cerchiamo
di evitare scossoni dovuti ad una guida sportiva.
E' importante comunque far notare che interventi maldestri o
non necessari che comportino danni a chi li ha subiti
possono essere soggetti alle pene previste dal codice penale
(artt. 589-590).
5. RICOVERO IN OSPEDALE (quinta fase).
Questa fase, importantissima, esula dal nostro articolo. Vi
ricordo comunque che sarà veramente efficace soprattutto se
le fasi precedenti sono state espletate in modo corretto.
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