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Autovelox

 

Autovelox è un marchio registrato di Sodi Scientifica ed è il nome commerciale di una famiglia di "misuratori di velocità dei veicoli" o "velocimetri". La commercializzazione degli Autovelox in Italia iniziata nel 1972, ha fatto si che il nome commerciale divenisse un sinonimo di "misuratore di velocità dei veicoli".

Autovelox è un termine entrato nell'uso comune degli automobilisti italiani per indicare l'attrezzatura destinata a rilevare la velocità dei veicoli ad opera degli organi di Polizia Stradale e Polizia Municipale, è detto anche velocimetro. Ha come scopo la rilevazione del superamento dei limiti di velocità dei veicoli sulle strade.

La denominazione di tutti i rilevatori come autovelox è quindi imprecisa ed anche gli apparati come ad esempio la pistola laser ricade erroneamente in tale definizione.

L'autovelox propriamente detto è un misuratore di velocità che utilizza una coppia di laser paralleli ad una determinata distanza l'uno dall'altro il cui raggio viene interrotto dai veicoli in transito permettendo così il calcolo della velocità. Il funzionamento degli ultimi modelli si avvale inoltre di un terzo laser per la determinazione della distanza tra l'apparecchio e il veicolo rilevato.

Tipi di autovelox

Esistono diversi tipi di autovelox, classificati in base al funzionamento. Alcuni di essi non permettono però la contestazione immediata dell'infrazione, in quanto la rilevazione e lo scatto della fotografia sono contemporanei o posteriori al transito del veicolo. Esaminiamo le principali tipologie.

Apparati a fotocellule

Gli autovelox a fotocellule sono i più classici che possiamo incontrare sulle nostre strade. Si basano su un principio di funzionamento estremamente semplice.

Dispongono solitamente di due fotocellule a riflessione: il passaggio della testa di un veicolo attraverso il fascio della prima cellula, interrompendolo, dà inizio al rilevamento facendo partire un timer, mentre il passaggio attraverso il secondo fascio blocca il timer. Nota la distanza tra le due cellule, la velocità è calcolata in funzione del tempo impiegato ad attraversare i due fasci, ed è espressa sempre in chilometri orari (o miglia orarie) v = {s \over t}. Se la velocità rilevata eccede il limite, l'apparecchio provvede a scattare una fotografia del veicolo trasgressore.

Recentemente sono stati introdotti nuovi modelli a tre cellule: la terza (centrale) serve a calcolare la distanza tra il veicolo e l'apparecchio, ed è l'unico modo per operare una corretta misurazione della velocità sulle strade a più corsie (se un veicolo si trova in fase di sorpasso, non sarebbe possibile conoscere quale stia superando il limite).

I modelli più avanzati dispongono inoltre di un collegamento via radio con una seconda postazione, di solito posta 100 metri più avanti: ciò permette ad una pattuglia di Polizia di fermare il veicolo e procedere alla contestazione immediata dell'infrazione.

Gli apparecchi a fotocellule sono spesso adoperati negli autobox, ossia delle vere e proprie scatole, ben visibili agli automobilisti, che operano come postazione fissa, recentemente dipinti con i colori della Polizia Stradale e con le fasce rifrangenti bianche con le scritte nere AUTOVELOX.

Apparecchi laser

 

Telelaser dotato di Microdigicam per acquisizione immagini.

Famosi tra gli automobilisti sono gli apparecchi laser, detti in generale telelaser. Solitamente sono tenuti in mano dall'operatore e puntati sui veicoli da esaminare. Il principio di funzionamento si basa sull'emissione di un fascio laser ad alta frequenza e sulla sua successiva riflessione sulla carrozzeria del veicolo. Un sensore ottico, nota la frequenza di partenza e rilevando la frequenza di ritorno, determina la velocità esatta del veicolo.

Per la natura di questi apparecchi, in Italia è obbligatoria la contestazione immediata dell'infrazione se la rilevazione è effettuata con telelaser, in quanto l'apparecchio rivela in anticipo all'operatore la velocità del veicolo. In Italia, inoltre, i telelaser devono essere muniti di macchina fotografica integrata: una sentenza ha infatti stabilito che la rilevazione è soggetta alla precisione dell'operatore nel mirare al veicolo giusto.

Apparecchi video e da inseguimento

Un'altra tipologia di autovelox è quella che elabora le immagini di una telecamera per calcolare la velocità dei veicoli. Non esistono al momento apparecchi fissi (sebbene Autostrade per l'Italia affermi in alcuni suoi comunicati stampa che le telecamere di sorveglianza sulle autostrade contribuiscono al rilevamento degli eccessi di velocità), ma l'uso principale di questa tipologia di apparecchi è a bordo delle volanti della Polizia Stradale. L'apparecchio rileva la velocità relativa dei veicoli che precedono la volante, e la confronta con i dati del tachimetro di bordo, ricavando la velocità effettiva. Non esiste modo per falsare (a favore dell'automobilista) questo tipo di apparecchi.

Apparecchi radar

Meno diffusi, ma anche più facili da camuffare, sono gli apparecchi basati su tecnologia radar. L'autovelox radar effettua la misurazione della velocità valutando l'eco di un segnale radar emesso su determinate frequenze. Si tratta di un dispositivo quasi infallibile, perché basato sugli stessi principi dei radar aerei. In Italia comunque gli Autovelox con tecnologia radar non sono omologati.

 

 

 

Il SICVE

Il SICVE (Sistema informativo per il controllo della velocità), detto anche Safety tutor, è un dispositivo, sviluppato da Autostrade per l'Italia e Polizia Stradale, ma brevettato dalla prima e gestito dalla seconda, che viene solitamente classificato come autovelox, ma, pur rilevando gli eccessi di velocità, si distingue nettamente dai classici autovelox per un motivo: esso rileva principalmente la velocità media dei veicoli. Attualmente è utilizzato in larga parte in Italia sulle autostrade. Un sistema SICVE occupa un tratto autostradale dai 15 ai 20 km. È utilizzato anche nella città di Torino come sistema per la rilevazione della velocità istantanea tramite un sensore per ogni corsia; da segnalare altresì l'utilizzo del sicve per il rilevamento della velocità media su una breve tratta di strada extraurbana alle porte della capitale, precisamente sulla strada statale detta "via del mare". Il veicolo in transito nel SICVE viene inizialmente fotografato (con data e ora) da apposite fotocamere installate su un pannello messaggi, e nel suo transito trasporta una carica magnetica attraverso due conduttori annegati sotto l'asfalto. Prima di raggiungere il punto di controllo finale, il veicolo può attraversare ulteriori cavalcavia o pannelli: se esso ha viaggiato ad una velocità media oltre il limite stabilito, delle segnalazioni luminose invitano il conducente a rallentare. All'altezza del punto di controllo, il veicolo viene nuovamente fotografato con data e ora, ma se la sua velocità media è stata inferiore o al più uguale al limite massimo, le due foto vengono scartate dal sistema. Le rimanenti sono quelle di chi ha viaggiato ad una media superiore al limite. Il calcolo della velocità media stabilisce con certezza che durante la tratta l'automobilista ha viaggiato, almeno per un istante, ad una velocità uguale alla media calcolata.

Normativa italiana

La legge italiana prescrive che tutte le postazioni di controllo sulla rete stradale per il rilevamento della velocita' debbano essere preventivamente segnalate e ben visibili, ricorrendo all'impiego di cartelli o di dispositivi di segnalazione luminosi (art. 3, comma l, lettera b del decreto-legge 3 agosto 2007, n. 117). A differenza di quanto prevedeva la normativa precedente, le ultime disposizioni introdotte dal decreto legge citato impongono l'obbligo di presegnalazione non solo per le postazioni di controllo fisse, ma anche per quelle mobili (i controlli effettuati con il telelaser), per cui anche in caso di contestazione immediata. Restano esclusi dall'obbligo di presegnalazione soltanto i "dispositivi di rilevamento mobili destinati a misurare in maniera dinamica la velocità" (cioè quelli installati a bordo dei veicoli di servizio).

In particolare il decreto del 15 agosto 2007, in attuazione dell'articolo 3, comma 1, lettera b) del decreto-legge 3 agosto 2007, n. 117, pubblicato sulla G.U. il 23 agosto 2007 stabilisce dettagliatamente le modalità del preavviso obbligatorio prima di ogni postazione di controllo. Ad esempio è necessario che il segnale di preavviso sia posizionato ad una distanza tale da poter essere visto per tempo, e comunque non superiore a 4 km dal luogo di effettivo controllo. Deve poi essere ripetuto dopo ogni intersezione stradale, in modo che tutti siano egualmente informati. Inoltre per essere validi i cartelli di segnalazione del posto di controllo devono riportare necessariamente la formula completa "controllo elettronico della velocità" oppure "rilevamento elettronico della velocità" e devono essere del colore di fondo proprio del tipo di strada sul quale sono installati (bianco nei centri abitati, blu nei percorsi extraurbani, verde in autostrada).

Tutte le apparecchiature in uso (art. 142 comma 6 del Codice della strada) devono essere debitamente omologate ed approvate dal Ministero dei Lavori Pubblici: tra i requisiti vi è la chiara visibilità agli automobilisti (in alcuni Stati gli autovelox vengono nascosti o camuffati). All'atto della rilevazione della velocità eccessiva gli agenti di controllo devono intimare l'ALT al veicolo e contestare immediatamente la violazione al conducente salvo le seguenti eccezioni:

  • Il Prefetto emana un decreto dove sono segnalate le strade dove per tasso di incidentalità e le condizioni strutturali non è possibile il fermo del veicolo senza rischi per la sicurezza dei cittadini e delle forze dell'ordine (art 4 legge 1/08/2002 n. 168).
  • Al di fuori di questi tratti stradali la contestazione immediata dovrebbe essere la norma, tranne nei casi, debitamente descritti nel verbale, quando il fermo immediato del veicolo del trasgressore metta in pericolo l'incolumità del conducente, degli operatori di Polizia o la sicurezza del traffico.

Comunque, in generale, l'art. 384 del D.P.R. 495/92 autorizza alcuni casi di contestazione differita di infrazioni al Codice della Strada.

All'atto della rilevazione, è necessario decurtare dalla velocità rilevata una tolleranza pari al 5% della velocità rilevata (non inferiore a 5 km/h). Se la velocità risultante eccede il limite vigente sulla strada, si applicano le seguenti sanzioni (art 142):

  • Per chi supera il limite massimo di non oltre 10 km/h, sanzione amministrativa da 36 e 148 €
  • Per chi supera il limite massimo di oltre 10 km/h, ma non di oltre 40 km/h, sanzione amministrativa da 148 a 594 € e decurtazione di 5 punti patente
  • Per chi supera il limite massimo di oltre 40 km/h, ma non di oltre 60 km/h,sanzione amministrativa da 370 a 1458 €, decurtazione di 10 punti patente nonché ritiro e sospensione della stessa da 1 a 3 mesi con il provvedimento di inibizione alla guida del veicolo, nella fascia oraria che va dalle ore 22 alle ore 7 del mattino, per i 3 mesi successivi alla restituzione della patente di guida(identica la sanzione in caso di conducente neopatentato).
  • Per chi supera il limite massimo di oltre 60 km/h,sanzione amministrativa da 500 a 2000 €, decurtazione di 10 punti patente nonché ritiro e sospensione della stessa da 6 a 12 mesi (in caso di conducente neopatentato sospensione da 6 a 12 mesi).

I punti decurtati dalla patente sono raddoppiati nel caso in cui il titolare l'abbia conseguita da meno di 3 anni. Per tutti i conducenti di veicoli indicati alla lettera b),e),g),h),i)e l) del comma 3 art 142 la sanzione è raddoppiata (art.142 c11). Va ricordato che per tutte le sanzioni pecuniare citate è sempre ammesso il pagamento in misura ridotta del minimo edittale (la sanzione minima indicata). Per quanto riguarda la durata della sanzione accessoria (sospensione della patente di guida), dipenderà dalla gravità e delle conseguenze dell'infrazione commessa ed è a discrezione del prefetto (solitamente il minimo in assenza di precedenti).

Dispositivi anti-autovelox

Il contenuto di questa pagina o di questa sezione potrebbe contenere una descrizione, anche sommaria, delle modalità di esecuzione di una pratica considerata illegale in alcuni stati. Tale descrizione ha soltanto fine illustrativo -


Alcuni automobilisti utilizzano pratiche legali e illegali per rilevare la presenza degli autovelox o, addirittura, per disturbarne il funzionamento. Le pratiche più diffuse sono:

  • Mappa degli autovelox: in Italia la posizione degli autovelox è nota, perché ogni anno riviste specializzate come Quattroruote pubblicano una mappa aggiornata dei dispositivi di rilevamento. Integrando le informazioni sulla localizzazione in un software per navigatore satellitare è possibile ricevere una segnalazione anticipata della presenza di un apparecchio. Si tratta dell'unica contromisura consentita in Italia, la comunità degli utenti è solita tracciare mappe fai da te degli autovelox conosciuti e condividerle su Internet sotto forma di "punti di Interesse" per i navigatori.
  • Dispositivi di rilevamento (AVX): questi dispositivi tentano di rilevare la presenza di un autovelox esaminando le frequenze d'onda utilizzate dai vari modelli radar o laser per avvertire l'utente in tempo. Tuttavia la rilevazione del puntamento di un telelaser non è di utilità all'automobilista che intende superare di molto i limiti, in quanto la rilevazione di velocità è estremamente rapida rispetto ai tempi di reazione e frenata del conducente.
  • Dispositivi anti-autovelox: sono dispositivi molto sofisticati, in grado di disturbare il segnale che l'apparecchio emette durante il rilevamento. Sono efficaci per molti modelli di autovelox, ad eccezione di quelli a video e il SICVE. Il più popolare negli Stati Uniti è l'anti-telelaser: una volta rilevata la presenza del telelaser, esso emette un contro-impulso laser che acceca l'apparecchio e gli fa restituire una lettura palesemente falsa. Di contro il telelaser dispone di un avvisatore acustico quando la misurazione viene falsata da tali sistemi. In Italia questi dispositivi sono espressamente vietati dalla legge (art. 31 L. 472 del 7/12/1999), mentre sono liberamente in commercio in altre parti del mondo come, ad esempio, in alcuni stati degli USA.

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